L’attesa

2 01 2011

…oh, diavolo, sono diventato cieco. Non vedo più nulla. Com’è successo?
L’ultima cosa che ricordo di aver visto credo fosse lo scalcinato interno del George’s, giù ad Old Town Beach. Ci ero andato per bere un bicchiere. Saranno state le dieci di sera ed ero uscito per fare due passi. Non avevo incontrato quasi nessuno per strada… molto strano, di solito a quell’ora di sera la zona della spiaggia è abbastanza trafficata. Dopo una ventina di minuti, come al solito, ero finito in quel dannato bar. Mi ero seduto nel mio angolino ed avevo ordinato il mio solito bicchierino di whisky.
Eri sbronzo?
E poi… Leggi il seguito di questo post »

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L’uomo che si prendeva cura delle foglie cadute

14 11 2010

I.

Mentre un delicato soffio di vento
muoveva le foglie nella radura
l’uomo che di lor si prendeva cura
si accorse del bisogno d’intervento.

Con gli occhi in lacrime le soccorreva,
«Povera. Vieni, ti aiuto ad alzarti,
il mondo non esita a calpestarti.
Ma ora, eccomi. Sono qui io», le diceva.

«Matto d’un uomo», pensava la gente,
scrollava il capo e girava lo sguardo.
Ma lui restava fino a giorno tardo
vicino alle foglie, amorevolmente. Leggi il seguito di questo post »





Tropaeolum

4 09 2010

Negli ultimi mesi ho pianto molto. Di notte, soprattutto. Non dormo e piango. E ne ho motivo. La mia Helaine mi ha lasciato. Ci eravamo conosciuti al college, frequentavamo tutti e due il secondo anno. Da allora ne è passato di tempo. Siamo andati a vivere insieme, ci siamo sposati. Quando se n’è andata due mesi fa mancavano tre settimane al suo quarantacinquesimo compleanno. L’avremmo festeggiato in modo meraviglioso, probabilmente giù al fiume, proprio come avevamo fatto per il nostro ultimo anniversario di matrimonio. Però non abbiamo potuto festeggiarlo. Non abbiamo potuto festeggiare il compleanno di Hel. Lei se n’è andata prima, a causa di Leggi il seguito di questo post »





Shinji Miyaguchi

5 08 2010

Shinji Miyaguchi vive in un appartamento nel centro di Kobe. Mentre l’ora di punta riempie le strade e i marciapiedi della città con migliaia di auto e pedoni, lui si alza dal letto dove è rimasto fino ad ora. Non ha chiuso occhio tutta notte e, durante la giornata, ha passato ore ed ore sdraiato con le mani incrociate dietro la testa a fissare tristemente il soffitto.
Apre la porta del bagno, dove si dà una risciacquata alla faccia, poi prende il rasoio elettrico e si fa la barba. Tornato in camera da letto, apre Leggi il seguito di questo post »





La collina, il fiore e il diavolo

18 07 2010

Lampeggia la solitaria collina,
resiste al grave tuono, coraggiosa,
fitta è ora la fresca pioggerellina
che disseta quella sua pelle erbosa.

Umidi, i verdi fili si allungano
e accarezzan la celeste corona
di soffici petali che ospitano
del fiore la virginea anima buona.

E tu quanto crudele! Tu demonio
che senza pietà calpesti quel fiore,
ferendolo, straziandolo col tuo odio,
e orbando il prato del suo azzurro cuore!





Rosso

20 06 2010

Rosso, intorno a me, è tutto ciò che sento.
Mi avvolge, mi soffoca, mi accarezza,
la viva e morbida tinta che sprezza
ogni color dal tono lieve e spento.

Rosso è il fiore che lotta inutilmente
nella tempesta, rosso è pure il cielo
mentre il sole cede al serale velo.
Rosso è il vino che inebria la mia mente,

che fa sentire caldo e denso il sangue,
rosso anch’esso, rosso come il fuoco
che lascia ogni cosa riarsa ed esangue.

Rosso è il duro pugnale che da poco
mi ha trafitto impietoso il costato,
rosso come il bacio che l’ha sanato.





Baghdad, 2004

9 06 2010

23.10
Mentre Brian e Peter si sfidavano a braccio di ferro e gli altri ragazzi li incitavano, io mi isolai, strappai la busta che tenevo in mano e aprii il foglio che c’era ripiegato al suo interno:

Ciao Scott,
ho ricevuto la tua lettera settimana scorsa. Quando papà mi ha detto che c’era posta per me mi sono sentita al settimo cielo. Sapevo che eri tu. Ho riconosciuto subito la tua calligrafia sulla busta e ho stretto la lettera forte al petto. Quando leggo le tue parole
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